Sebbene noi esseri umani abbiamo una vita personale, tuttavia siamo in gran parte rappresentanti, vittime e promotori di uno spirito collettivo in cui gli anni si contano a secoli.
Può ben darsi il caso che pensiamo per tutta la vita di tirar dritto per la nostra strada e possiamo anche non scoprire mai che, in massima parte, siamo comparse sul palcoscenico del teatro del mondo.
C.G. Jung / Ricordi, sogni, riflessioni
venerdì 18 gennaio 2008
sabato 12 gennaio 2008
al di fuori
_Il dolore era il mondo.
La mente non riusciva a trovare un posto al di fuori di esso.
Sentiva il dolore, sordo ed incessante, nella mano e nel polso.
Chiuse gli occhi di nuovo, brevemente.
Si sentiva immerso nell'oscurità ma anche appena al di là di essa, sulla luminosa superficie esterna, dall'altra parte, e apparteneva ad entrambe le superfici, le sentiva entrambe, era se stesso e vedeva se stesso._
De Lillo / Cosmopolis
La mente non riusciva a trovare un posto al di fuori di esso.
Sentiva il dolore, sordo ed incessante, nella mano e nel polso.
Chiuse gli occhi di nuovo, brevemente.
Si sentiva immerso nell'oscurità ma anche appena al di là di essa, sulla luminosa superficie esterna, dall'altra parte, e apparteneva ad entrambe le superfici, le sentiva entrambe, era se stesso e vedeva se stesso._
De Lillo / Cosmopolis
giovedì 10 gennaio 2008
riflesso
Le persone pensano a quello che sono nell'ora più silenziosa della notte.
Io porto questo pensiero, il mistero infantile ed il terrore di questo pensiero, sento questa immensità dell'anima in ogni istante della mia vita
_Le cose che facevano di lui quello che era non si potevano certo identificare e tantomeno convertire in dati, le cose che vivevano e vagavano dentro il suo corpo, dappertutto, a casaccio, turbolente, miliardi di miliardi, nei neuroni e nei peptidi, nella palpitante vena della tempia, nell'incostanza del suo libidinoso intelletto.
Tante cose ormai andate, ecco chi era, il gusto perduto del latte succhiato dal seno materno, la roba che espelle quando starnutisce, questo è lui e il modo in cui una persona si trasforma nel riflesso che vede passando accanto ad una vetrina polverosa.
Era arrivato a conoscere se stesso, in maniera intraducibile, tramite il dolore.
Si sentiva così stanco adesso_
De Lillo / Cosmopolis
Io porto questo pensiero, il mistero infantile ed il terrore di questo pensiero, sento questa immensità dell'anima in ogni istante della mia vita
_Le cose che facevano di lui quello che era non si potevano certo identificare e tantomeno convertire in dati, le cose che vivevano e vagavano dentro il suo corpo, dappertutto, a casaccio, turbolente, miliardi di miliardi, nei neuroni e nei peptidi, nella palpitante vena della tempia, nell'incostanza del suo libidinoso intelletto.
Tante cose ormai andate, ecco chi era, il gusto perduto del latte succhiato dal seno materno, la roba che espelle quando starnutisce, questo è lui e il modo in cui una persona si trasforma nel riflesso che vede passando accanto ad una vetrina polverosa.
Era arrivato a conoscere se stesso, in maniera intraducibile, tramite il dolore.
Si sentiva così stanco adesso_
De Lillo / Cosmopolis
mercoledì 9 gennaio 2008
un punto qualsiasi
_Noi siamo un processo psichico che non controlliamo, o che dirigiamo solo parzialmente._
_In fondo noi non sappiamo mai come le cose siano avvenute. La storia di una vita comincia da un punto qualsiasi, da qualche particolare che ci capita di ricordare; e quando essa era a quel punto era già molto complessa_
_La vita umana è un esperimento di esito incerto.
E' un fenomeno grandioso solo in termini quantitativi. Individualmente è così fugace, così insufficiente, da doversi letteralmente considerare un miracolo che qualcosa possa esistere e svilupparsi._
C.G.Jung / Ricordi, sogni, riflessioni
_In fondo noi non sappiamo mai come le cose siano avvenute. La storia di una vita comincia da un punto qualsiasi, da qualche particolare che ci capita di ricordare; e quando essa era a quel punto era già molto complessa_
_La vita umana è un esperimento di esito incerto.
E' un fenomeno grandioso solo in termini quantitativi. Individualmente è così fugace, così insufficiente, da doversi letteralmente considerare un miracolo che qualcosa possa esistere e svilupparsi._
C.G.Jung / Ricordi, sogni, riflessioni
martedì 8 gennaio 2008
Indeterminatezza
L'indeterminatezza è il cibo di cui si nutrono le mie anime
La mia coscienza la loro casa
Questo il mio status
_Ci sono stelle morte che brillano ancora perchè la loro luce è intrappolata nel tempo.
Dove mi trovo io in questa luce che a rigor di termini non esiste?_
_ Aveva sempre desiderato diventare pulviscolo quantico, trascendere la massa corporea, i tessuti molli che ricoprono ossa, muscoli e grasso.
L'idea era di vivere in un chip,
su disco
sotto forma di dati
in un vortice
in uno spin radiante
una coscienza salvata dal vuoto_
_Stava accadendo ora, un progresso evolutivo che necessitava soltanto dell'effettiva mappatura del sistema nervoso su memoria digitale_
De Lillo / Cosmopolis
La mia coscienza la loro casa
Questo il mio status
_Ci sono stelle morte che brillano ancora perchè la loro luce è intrappolata nel tempo.
Dove mi trovo io in questa luce che a rigor di termini non esiste?_
_ Aveva sempre desiderato diventare pulviscolo quantico, trascendere la massa corporea, i tessuti molli che ricoprono ossa, muscoli e grasso.
L'idea era di vivere in un chip,
su disco
sotto forma di dati
in un vortice
in uno spin radiante
una coscienza salvata dal vuoto_
_Stava accadendo ora, un progresso evolutivo che necessitava soltanto dell'effettiva mappatura del sistema nervoso su memoria digitale_
De Lillo / Cosmopolis
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