giovedì 10 gennaio 2008

riflesso

Le persone pensano a quello che sono nell'ora più silenziosa della notte.
Io porto questo pensiero, il mistero infantile ed il terrore di questo pensiero, sento questa immensità dell'anima in ogni istante della mia vita

_Le cose che facevano di lui quello che era non si potevano certo identificare e tantomeno convertire in dati, le cose che vivevano e vagavano dentro il suo corpo, dappertutto, a casaccio, turbolente, miliardi di miliardi, nei neuroni e nei peptidi, nella palpitante vena della tempia, nell'incostanza del suo libidinoso intelletto.

Tante cose ormai andate, ecco chi era, il gusto perduto del latte succhiato dal seno materno, la roba che espelle quando starnutisce, questo è lui e il modo in cui una persona si trasforma nel riflesso che vede passando accanto ad una vetrina polverosa.

Era arrivato a conoscere se stesso, in maniera intraducibile, tramite il dolore.
Si sentiva così stanco adesso_

De Lillo / Cosmopolis

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